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Il castello di FAETANO
Ecco
la rupe scoscesa. Sulla cima di questo massiccio sperone di gessite a
picco sul torrente Marano si può intravede qualche tetto di qualche casa
del Castello di Faetano. Il castello nel milleduecento faceva parte del
Comune di Rimini; nel 1371 invece risultava sotto il dominio della chiesa,
che l'aveva però concesso in vicariato ai Malatesti. Fu Pio II, nel 1463,
a darlo in dominio alla comunità del Titano. Oggi a testimonianza del
vecchio borgo, troviamo le piccole e anguste stradicciole che dalla piazza
degradano verso la rupe.
La chiesa di Faetano è dedicata a San Paolo Apostolo venne
consacrata nel 1917. Prima di allora fungeva da luogo di culto costruito
probabilmente dai Malatesti, posto all'antico fortilizio. La festa della
Parrocchia si celebra il 25 Gennaio. Sito accanto alla chiesa troviamo
l'edificio della Casa del Castello, chiamato popolarmente "Casone", con
all'interno un vecchio orologio da torre, posto in una torretta campanaria
in pietra. tale orologio è il più antico della Repubblica, esso
infatti proviene dal vecchio Palazzo Pubblico. La Casa del Castello è sede
del Capitano di Castello e della sua giunta, oltre che della biblioteca e
del circolo ricreativo. La festa del castello cade la terza domenica di
Maggio. Lungo una riva del torrente Marano, che delimita,, oltre il
confine del Castello, anche il confine della Repubblica con il territorio
italiano, si snoda una scorrevole strada che porta verso Rimini, dove
ancora si trovano i ruderi di un antico mulino, detto "Mularoni", e lungo
questa strada, Loc. Fiumicello, sorge un lago artificiale per la
pesca sportiva, realizzato nel 1968. L'economia del Castello era
tradizionalmente basata sull'agricoltura, ma già da qualche anno in Loc.
Ca' Chiavello si è insediato
un fiorente centro industriale: qui troviamo industrie chimiche, per la
produzione di vestiario, di detersivi, di materie plastiche, ecc. Negli
anni venti venne constatato che in una zona del castello, detta "Ca'
Mularoni" aveva una reale connotazione di zona solfifera, partirono così,
nel 1925, le operazioni dì ricerca che durarono circa tre anni, ma
giunsero alla conclusione che lo zolfo era insufficiente per poterne
ricavare un profitto e la miniera venne gradatamente smantellata. Gli
abitanti oggi arrivano a 951 residenti effettivi, il territorio del
Castello che ha una estensione di circa 7,5 chilometri quadrati, è
costellato da piccoli ameni centri abitati, quali Ca' Agostino, Ca'
Ugolino, Calligaria, La Lacca e altri; oltre a questo è caratterizzato da
numerosi piccoli corsi d'acqua Rio della Riva, Rio Ca' Chiavello, Rio
Condo, Fosso dei faggi, e infine un tratto del torrente Marano. Sulla riva
di questo torrente è in fase di completamento il nuovo Parco Marano,
fortemente voluto dai faetanesi e dalla giunta che li rappresenta. |