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Castello Fiorentino

IL CASTELLO DI FIORENTINO

Sino al 1400 Fiorentino non faceva ancora parte del territorio di San Marino. Era caratterizzato solo da tre fortini, solitari e minacciosi sulla vetta dei loro monti. Rispettivamente il “Castellaccio” sul monte Seghizzo”, il “Castello di Pennarossa” sul monte Moganzio e infine il “Castello di Torricella” sul monte San Cristoforo. Le tre roccaforti a loro volta erano possesso di tre diversi potenti Signori di allora. Il fortizio sul monte Seghizzo e il condato di Fiorentino, che a quei tempi era ridotto più o meno all’attuale centro del paese, nel 1140 ubbidivano a Nolfo di Carpegna e sotto questo casato rimase almeno sino al 1371. Castello FiorentinoPassato ai Malatesti di Rimini, nel 1400 la roccaforte divenne il più minaccioso avamposto nei confronti dei sammarinesi, allora acerrimi nemici dei malatestiani, se si pensa che la terza Torre della Repubblica distava almeno tre chilometri da questo temibile presidio. Furono proprio i sammarinesi a dargli l’appellativo di “Castellaccio” in segno di disprezzo. Nel 1463, dopo la guerra che vide vittoriose le milizie della Repubblica affiancate da quelle di Papa Pio II, unite contro il nemico comune, ovvero Sigismondo Pandolfo Malatesti, Fiorentino divenne parte di San Marino. L’odiato Castellaccio venne demolito dagli stessi sammarinesi all’inizio del 1479 per consiglio dello stesso Federico, Dura d’Urbino che esortì i Capitani Reggenti ad atterrarlo di notte e da gruppi di soli dieci o dodici uomini per non destare sospetti. Oggi rimangono solo pochi ruderi del “Castellaccio” circondati da querce e cipressi. Negli ultimi anni però sono stati sottoposti ad un lavoro di bonifica e di recupero. Per quanto riguarda invece il Castello di Torricella, nel 1140 era possedimento dei Conti di Carpegna. Coinvolto in una serie infinita giurisdizioni, passaggi di sudditanza e così via, nel 1372 il Castello lo ritroviamo con la designazione di “Castellano di Torricella”, vale a dire di roccaforte distrutta. Ci pensò poi Sigismondo Pandolfo Malatesti a ricostruirlo. Anche questo Castello divenne territorio sammarinese nel 1463 e anch’esso fu raso al suolo due anni dopo. Fine non tanto diversa invece fu quella del castello di Pennarossa, anch’esso antichissimo (risale infatti ai primi anni del secolo 1000), sul monte Moganzio. Dopo molti cambi di proprietà, si presume che sempre nell’anno 1463 al tempo dell’annessione del castello al territorio sammarinese, già esso fosse in precarie condizioni. Fatto sta che non era costume delle milizie di San Marino, come del resto si è visto, lasciare integri fortini che fossero potenziali territori di conquista. Oggi i ruderi del castello sono oggetto di un attento lavoro di bonifica e di ripulitura. Ma come si presenta a distanza di anni Fiorentino? Ha conosciuto un consistente progresso urbanistico ed economico. Il Castello infatti si è dotato di numerosi infrastrutture che rendono la qualità della vita dei fiorentinesi indubbiamente di ottimo livello. A questo si aggiunga tutta una serie di insediamenti artigianali e commerciali in armoniosa sintonia con l’ambiente circostante. Possiamo infatti trovare un funzionale centro sociale che incorpora nei suoi edifici la Casa del Castello e della Giunta, il Centro Sociale dotato di bar e sala cinema-teatro, l’ambulatorio, l’ufficio postale, la sede della Gendarmeria. A pochi passi da questo agglomerato sorge la moderna chiesa dedicata a San Bartolomeo consacrata nel 1980. Prima esisteva un’antica chiesa in stile romanico, situata nella vecchia zona di Ca’ Coriano, demolita perché pericolante. Nel Castello hanno sede le scuole elementari e d’infanzia, oltre ad un ottimo centro sportivo per il gioco del calcio, una vera e propria tradizione visto che negli anni settanta si svolgeva in Repubblica il torneo “Coppa Titano”. Fiorentino negli anni è rimasto fedele al suo toponimo. Il suo territorio infatti, esteso per poco più di sei chilometri quadrati, rimane caratterizzato della bellezza delle campagne, che ben si conciliano con l’immagine di campi in fiore, così come ben sono evidenziati i tre fiori nello stemma del Castello. Molte sono le aziende, sia piccole che medie. Il centro commerciale poi è tra i più ampi e funzionali della Repubblica. L’edilizia residenziale è in forte sviluppo portando gli abitanti del Castello a più di 1800 residenti. La terra però non è mai stata dimenticata. Fiorente è la coltivazione di cereali a cui si affianca l’allevamento del bestiame. E risale al 1936 la realizzazione di un imponente cementificio che contribuì, in modo sensibile in quegli anni, a dare un forte impulso economico al Castello e alla stessa Repubblica. Attualmente il cementificio non esiste più e al suo posto sorgerà un’area produttiva. Qui troveremo presto (i lavori sono in fase di ultimazione) piccoli capannoni per insediamenti artigianali, negozi, locali per uso ufficio e una palestra. Il tutto sarà servito da un ampio parcheggio della capienza di 500 posti auto.

 

 

Immagini fotografiche estrapolate dal volume "I CASTELLI DELLA REPUBBLICA DI SAN MARINO" edito nel 1999 della SEGRETERIA DI STATO PER I RAPPORTI CON LE GIUNTE DEL CASTELLO, L'A.A.S.P. E L'A.A.S.S., realizzate da GIUSEPPE MANCINI, PIERANGELO SAMMARITANI, ALBANO SGARBI.
Testi estrapolati dal volume "I CASTELLI DELLA RUPUBBLICA DI SAN MARINO" edito nel 1999 dalla SEGRETERIA DI STATO PER I RAPPORTI CON LE GIUNTE DI CASTELLO, L'A.A.S.P. E L'A.A.S.S., realizzati da PRIMO PESARESI.
 
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