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mappa Castello di Serravalle stemma del Castello di Serravalle cartina zona Serravalle

Castello di Serravalle

Il castello di SERRAVALLE
panorama circostante SerravalleLa slanciata torre si ergeva di vedetta, dominando il panorama circostante fin nelle lontane lande, da un lato la vista si apriva fino alle acque del mare Adriatico, dall’altro l’imponente massiccio del Titano distendeva sulle circostanti campagne la sua inquietante ombra. Sottostante alla torre, il possente fortilizio ostentava la saldezza delle sue granitiche mura, a monito di chiunque si fosse mostrato nemico. Siamo nella prima metà del Millequattrocento, il Castello di Serravalle era ancora in possesso dei Malatesti, suddito del bellicoso signore Sigismondo Pandolfo, sebbene questo tal signore gli concesse propri autonomi statuti. Nel 463 la guerra che vide i Malatesti contro la lega di Papa Pio II, alla quale apparteneva anche San Marino, fece cadere Serravalle sotto il dominio sammarinese, attraverso il benestare del Papa stesso. Pare che anticamente il Castello di Serravalle venisse chiamato Olnano, toponimo che probabilmente prende riferimento da , albero simile al frassino che in prossimità del vicino torrente Ausa cresceva numeroso: tali riferimenti storici si evincono da un documento del 1261, presente negli archivi vaticani. L’attuale toponimo, di cui si ha traccia per la prima volta in un antico diploma di Ottone I, datato 15 Agosto 962 (chiamava il borgo Serravallum), deriva probabilmente dalla congiunzione di serra (catena di monti) e valle, dal latino vallis, indicante un piccolo altopiano o avvallamento sul monte. Antico insediamento romano, nel 1114 il Castello apparteneva alla Chiesa Riminese; successivamente passò a Berardo da Maiolo, al Comune di Rimini, al Vicariato di Santarcangelo, alla Santa Sede, quindi ai Malatesti e infine a San Marino. Particolarmente suggestivo è il nucleo storico di Serravalle, oculatamente restaurato su quello che era l’antico fortilizio malatestiano, anche se ben poco rimane delle originarie mura ed edifici; l’alto torrione quadrangolare, o torre del Mastio, oggi adibita a torre campanaria, conserva comunque ancora tracce dell’antica struttura, possiamo inoltre ammirare le due celle campanarie affiancate e l’ingresso con l’archivolto a tutto sesto. Gli edifici del Castello, dove tra l’altro ha sede la Giunta di Castello, le stradicciole e le mura hanno ricevuto un restauro fedele alle antiche architetture medievali, creando così una dimensione urbanistica indubbiamente peculiare. Della primitiva chiesa di Serravalle, dedicata a S.Andrea, si fa menzione in una bolla di Papa Lucio II del 21 Maggio 1144. Una seconda fu ricostruita, sempre in onore di S.Andrea, poco sopra i Casetti, in Loc. S. Andrea; Tale luogo di culto fu abbattuto prima del 1824, nel qual anno si pensò di costruire l’attuale chiesa, che poggia sull’antica cinta muraria. L’odierna chiesa, sempre dedicata a S.Andrea, terminata nel 1914, fu eretta su una cappella dedicata alla Madonna, di cui tuttora si vede un affresco al centro dell’abside, e questo è il motivo perché la chiesa è dedicata anche alla Madre di Dio. Pregevolmente realizzata interamente in pietra, tale chiesa fu rinnovata e ristrutturata nel 1973. Il Castello di Serravalle, con i suoi più di dieci chilometri quadrati di estensione e circa 8.300 abitanti, è il Castello più vasto e popoloso della Repubblica; all’interno del suo territorio troviamo, fra le altre, due vaste località: Dogana e Falciano. Attraversata dalla superstrada Rimini - San Marino, la più importante arteria stradale della Repubblica, inaugurata nel 1965, Dogana delimita il principale confine fra Italia e San Marino, definito dalle fronti interne dei parapettfoto panoramicai posti sul Fosso Marignano e da un monumentale portale in acciaio, a foggia di pontile, realizzato nel 1996. Tale località, caratterizzata da una forte concentrazione urbanistica, sia residenziale che commerciale, un tempo era solo un piccolo borgo rurale; quasi tutto il terreno agricolo apparteneva, a quei tempi, ai conti Manzoni, la cui ampia e prestigiosa villa con parco guardava sulla strada principale; il primo corpo abitativo di questo edificio, risalente alla seconda metà del Millesettecento, consisteva in una comune casa colonica sulla quale gradatamente si sviluppò la villa nella sua interezza. Pochi anni fa la nobile famiglia cedette tale loro residenza alla Cassa Rurale di Faetano, che ha, a sua volta, iniziato un’opera di restauro, bonifica e rimodernamento di parte dell’edificio e del terreno, divenuto in seguito proprietà dello Stato, è ora adibito a parco pubblico. Già da documenti catastali della fine del ‘700 si ha conferma della presenza di mulini ad acqua siti lungo il corso del torrente Ausa, atti alla macinatura del grano, e alla fine del Milleottocento ne risultavano operanti almeno quattro; attualmente le vecchie strutture murarie di questi vetusti opifici versano in condizioni precarie se non fatiscenti. La prima vera esperienza industriale di San Marino è legata alla Fornace Francini, che aveva sede nella zona detta Dogana Bassa. Tale Fornace, cui l’originario edificio risale ai primi anni dell’800, produceva calce idraulica, mattoni, coppi, orci, vasi per fiori e per olio, ecc.; la materia prima per la produzione proveniva esclusivamente da zone all’interno del territorio di Serravalle dove si estraeva l’argilla. La fornace vera e propria, subì negli anni vari rifacimenti, al centro della quale si ergeva la canna fumaria, alta ben 32,5 metri, chiamata affettuosamente dai doganesi caminone. Dopo vari passaggi di proprietà, la Fornace Francini venne completamente smantellata e al suo posto ora sorge un nuovo insediamento artigianale  industriale. La chiesa di Dogana è dedicata a S. Maria Ausiliatrice e fu aperta al culto nel 1965, mentre il campanile, alto 33 metri, venne inaugurato nel 1976; l’ampio edificio, lungo 34 metri, largo 12,30 e alto 15 dal pavimento al soffitto, fu realizzato nel 1901. In Piazza Tini troviamo, con il Teatro Nuovo, il principale spazio teatrale di San Marino: ogni anno il calendario delle rappresentazioni è denso e prestigioso, ospitando esso le più rinomate compagnie teatrali italiane ed internazionali. In Dogana, un tempo, era ubicata la prima stazione in territorio sammarinese che incontrava la purtroppo non più esistente Ferrovia Rimini - San Marino. I lavori di tale ferrovia, fortemente voluta, da parte italiana, da Benito Mussolini, ebbero inizio il 3 Dicembre 1928, dopo che fu stipulata la convenzione italo sammarinese del 26 Marzo 1927. Il numero degli operai necessari per la sua realizzazione giunse alle tremila unità; le maestranze erano attive per otto ore al giorno, e provenivano, escludendo la manodopera sammarinese, soprattutto dal ferrarese e dal Friuli. L’inaugurazione avvenne il 12 Giugno 1931. La ferrovia Rimini-San Marino, a trazione elettrica, fu in quel periodo universalmente riconosciuta come un capolavoro di tecnica e di ingegnosità, quando si pensi che, ancora allora, i tratti ferroviari come la Venezia-Milano e la Bologna-Ancona funzionavano a vapore. Aveva una lunghezza di circa 32 chilometri e, partendo da Rimini, arrivava alla Città di San Marino, a quota 643 metri s.l.m., in 53 minuti. All’interno del territorio sammarinese fermava in : DOGANA, SERRAVALLE, DOMAGNANO, VALDRAGONE, BORGO MAGGIORE, CITTA’ DI SAN MARINO. Ardita, solida ed efficiente, lungo il suo percorso s’incontravano 17 gallerie, tre ponti, tre viadotti, un cavalcavia, un sottovia. Danneggiata dal bombardamento inglese del 26 Giugno 1944, la linea non fu più ripristinata e le strutture furono gradatamente smantellate, tranne gli edifici che fungevano da stazioni, tuttora presenti e in buona parte in buono stato, esclusi quelli che servivano Borgo Maggiore e la Città di San Marino. Il Castello di Serravalle ha sicuramente le più vaste concentrazioni industriali ed artigianali della Repubblica, insediate principalmente nelle località di Galazzano, Ciarulla e Rovereta; tali realtà industriali e aSerravalle dall'altortigianali, che abbracciano numerosi settori produttivi e commerciali, contribuiscono, unite allo comparto turistico, a soddisfare completamente le esigenze occupazionali dell’economia sammarinese, anzi, già da diversi anni le crescenti necessità di mano d’opera hanno portato a richiedere personale oltre confine, fenomeno questo che denota il buono stato di salute delle aziende nella Repubblica. Falciano, l’altra vasta località di Serravalle, è, al contrario, in buona parte una zona a caratteristiche prettamente rurali: dalla documentazione redatta dai monaci benedettini nel Millequattrocento, si evince che vasti apprezzamenti delle terre di Falciano erano destinati alla coltivazione di ulivi, come del resto testimoniano la presenza ancora oggi di olivi ultrasecolari sul versante che guarda a levante, successivi documenti risalenti al 1682 confermano in Falciano coltivazioni di cereali, ulivi, vigne e altro. La parrocchia è qui dedicata a S. Pietro Apostolo e nel 1669 era solamente oratorio; il 24 Aprile 1890 la chiesa assunse la qualifica di Vicario Curata, fu quindi ampliata ai primi del nostro secolo, nel 1957 venne innalzato un nuovo campanile ed è di questi ultimi anni una lodevole opera di ristrutturazione dell’edificio nella sua interezza. Il Castello di Serravalle possiede il più vasto ed attrezzato villaggio sportivo della Repubblica: il suo stadio ospita la squadra di calcio del San Marino, a cui si affianca il maestoso edificio polifunzionale denominato “Multieventi Sport Domus”, avente un perimetro di oltre 7.000 metri quadrati ed operativo dal Marzo 1998 ; al suo interno troviamo la modernissima piscina olimpionica e la palestra multidisciplinare con a disposizione sale riunioni, ampi locali ecc.. dove si svolgono concerti musicali, mostre ecc.. Proprio in relazione alla sua densa concentrazione urbanistica, Serravalle si è dotato di ampie aree verdi, come l’armonioso Parco Ausa in Dogana che è uno dei più armoniosi ed accoglienti parchi di San Marino. Non a caso questo parco vede, durante i fine settimana in quelle belle giornate di sole, sia in inverno che nella bella stagione, un grosso afflusso di gente proveniente da ognipasseggiata parte della Repubblica e dal circondario oltre confine. Oltre a ciò, sensibili a quanto importante sia la salvaguardia della natura nella qualità della vita di ogni uomo, i serravallesi, con in testa la Giunta e il Capitano di Castello che li rappresenta, hanno in progetto la realizzazione di quello che sarà uno dei più vasti parchi naturali di San Marino: partendo dalla pineta Laiala, luogo paesaggistico sito nell’omonima località, avente ora una estensione di circa 85.000 metri quadrati, si ha intenzione di porre a progetto un vasto parco circostante di circa centomila metri quadrati, per un totale di più di 185.000 metri quadrati; questo sarà il futuro Parco Laiala, che farà di Serravalle non solo il più urbanizzato e industrializzato Castello di San Marino, ma anche fra i più attenti e premurosi nei confronti delle proprie risorse paesaggistiche.

monumento storico

monumento storico

monumento storico

fontana monumento storico

monumento storico
foto panoramica

monumento storico

monumento storico

 

 

Immagini fotografiche estrapolate dal volume "I CASTELLI DELLA REPUBBLICA DI SAN MARINO" edito nel 1999 della SEGRETERIA DI STATO PER I RAPPORTI CON LE GIUNTE DEL CASTELLO, L'A.A.S.P. E L'A.A.S.S., realizzate da GIUSEPPE MANCINI, PIERANGELO SAMMARITANI, ALBANO SGARBI.
Testi estrapolati dal volume "I CASTELLI DELLA RUPUBBLICA DI SAN MARINO" edito nel 1999 dalla SEGRETERIA DI STATO PER I RAPPORTI CON LE GIUNTE DI CASTELLO, L'A.A.S.P. E L'A.A.S.S., realizzati da PRIMO PESARESI.

 
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